Inaspettata, Milano da Vedere

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Per la serie Milan l’è on gran Milan, le persone sul pezzo sono tantissime, come intendevo dimostrare. Il pezzo, però, non è quello della movida notturna, ma è quello di una Milano che si riscopre, che ha piacere di riguardarsi e che si sta preparando a raccontare la propria storia ai prossimi ospiti di EXPO perché, alla fine, evidentemente la sindrome del non farsi trovare impreparati deve aver preso il sopravvento. Milano da vedere, ad ogni modo, non è questo. E’ un progetto nato un anno fa con lo scopo di dimostrare che la nostra città non ha niente da invidiare a nessuno in termini di patrimonio artistico, checché se ne possa pensare. Ecco perché Danilo Dagradi infastidito, dopo qualche anno di vita all’estero e solide origini milanesi, ha deciso di iniziare a scattare: per dimostrare che, con tutti i millenni che abbiamo alle spalle, possiamo tranquillamente competere con la Cappella Sistina. Un esempio su tutti, la Chiesa di San Maurizio. Se non la conoscete, non fate altro che dimostrare la sua tesi. Non solo moda e business, insomma, ma anche tanti angoli preziosi e inaspettati: ‘Lo faccio anche per mio figlio: e se poi qualcosa dovesse scomparire e non esserci più?’. Il suo archivio, ad oggi, conta 21.848 fotografie, con parecchie inquadrature sorprendenti, anche da parte del pubblico. E così, dalla pagina su Facebook è passato al sito, all’articolo della domenica su Il Giorno, a Google+, a una trasmissione radio e alle visite guidate. Le persone hanno gradito le immagini, le didascalie, la possibilità di commentare, gli appuntamenti fissi con una città sempre più amabile. Particolarmente divertenti i quiz: l’autore pubblica un particolare, a voi scoprire dove si trova. Personalmente non ne ho azzeccato quasi nessuno, ma la sfida è proprio questa: possibile vivere in un posto di cui sappiamo poco o nulla? Cosa stavamo facendo mentre gli stranieri, guida in mano, raccoglievano più indirizzi di noi? In realtà, è sufficiente uscire dai percorsi tradizionali per scoprire itinerari alternativi fatti di colori, rumori, dettagli nascosti con verità segrete su cui indagare. Niente di straordinario. La bellezza si coglie nei particolari, nella semplicità dei contrasti, nelle suggestioni. Anche abituarsi ad alzare lo sguardo è una buona idea, magari lasciando perdere per qualche istante il telefonino. E’ un attimo intravedere uno scorcio o anche accorgersi del colore del cielo. Milano da vedere, dunque, è da sfogliare perché approfitta di piccole meraviglie per raccontarci una storia. La nostra storia. E magari ci verrà pure voglia di trascorrere qualche weekend persi tra vie meno conosciute o monumenti inesplorati, evitando di muovere la macchina. Mi ha emozionato. Davvero, complimenti. A me il piacere di raccontare la storia della storia di persone che stanno operando per una città diversa, migliore, per tanti versi e infiniti aspetti. Ciao, sono Sonia. Un’altra storia ancora.

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