Conversazione sull’acqua

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Ed è rivelazione. Forse sono giunta a capo di quello che da tanto tempo mi tormenta, al senso di soffocamento che spesso provo in questa città e non è che abbiamo pochi angoli belli, è che ben poca poesia è sopravissuta al lento ma inesorabile processo che ha portato Milano a perdere la sua identità e il suo rapporto simbiotico con l’acqua: elemento fondante di ogni civiltà. Altre capitali hanno mantenuto viva la relazione, noi no. Tanti lo sanno, altri sottovalutano l’impatto di un’antica scelta. Basta scorrere le foto riprese dal gruppo Milano Navigli Aperti, però, per capire. La città d’acque è scomparsa: eravamo una pianura fertile dalla vocazione agricola in cui confluivano Ticino, Adda, Olona e Lambro. Avevamo i mulini che alimentavano le fabbriche. I Sistema dei Navigli, costruiti anche grazie a Leonardo da Vinci, ci collegavano al Lago Maggiore, al Lago di Como e al Ticino e ci hanno reso per quasi mille anni uno dei porti più importanti d’Europa con un Naviglio Grande che ha permesso di trasportare il marmo del Duomo dalle Cave di Candoglia al Laghetto di Santo Stefano grazie alla Conca di Viarenna, uno dei primi sistemi per superare i dislivelli di navigazione, famoso in tutto il mondo. E’ stato interrato nel 1930. Peccato che per noi giovani, per modo di dire, sia fantascienza. Parlando con Mirco ho finalmente compreso: l’anima di questa città è stata sepolta. Abbiamo ragionato per ore davanti a un bicchiere di vino intenti a ricostruire i passaggi che hanno portato la seconda corte rinascimentale alla tombinatura. Una grande mazzata è arrivata per la regia di Mussolini che non solo ha deturpato la nostra più importante piazza facendo costruire il Palazzo dell’Arengario di fianco a Palazzo Reale, ma sotto la cui dittatura si decise di chiudere gli ultimi canali per motivi igienici e di viabilità all’insegna di un futurismo, guidato da Marinetti, che desiderava affermare l’industria e il progresso nel nostro paese attraverso automobili e velocità. Uccidiamo il chiaro di Luna! Il monito: liberiamoci di orpelli decadenti, simbolo di corruzione e lussuria. Inutili stagni putridi. Impossibile, allora, pensare che le prossime generazioni sarebbero state condannate a inalare polveri sottili e smog? Un’altra grande botta è arrivata nel 1943 con la cosiddetta settimana d’inferno: 1430 tonnellate di bombe sono state sganciate dagli inglesi sulla nostra città per distruggerla. L’uomo dell’acqua pensa che la vera ricostruzione di Milano non sia mai partita. Aderisco al suo pensiero: non abbiamo rimesso a posto i mattoni, come a Firenze. E’ partita la speculazione edilizia. Ecco, forse, perché Milano è una città per certi versi triste: non è più se stessa. Ed ecco spiegata la profonda nostalgia di tante persone e tutti quei progetti che porteranno alla riqualificazione di alcune Vie d’acqua in vista dell’Expo 2015. Non è nemmeno detto che il trasporto su ruote fosse per forza più efficiente di quello fluviale, tanto è vero che in Francia è tutt’ora utilizzato e ci sarebbe pure da fare un pensiero sul caro petrolio. Così, però, è stato deciso. Alcuni rinnegano, altri cercano di porre rimedio per quel che si può, almeno dal punto di vista turistico. Grazie al mio nuovo amico, per questa scoperta da cui difficilmente tornerò indietro. Requiescat in pace? Amen.

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6 comments

  1. Bellissime foto. Mi ha colpita molto quella del ponte di Visconti di Modrone. Mio suocero mi raccontava che casa sua era proprio lì davanti. Oggi il ponte è al Parco Sempione, lo sapevi?

  2. Si, ho percorso tante foto degli amici di Milano Navigli Aperti e ho scoperto un universo immenso che per me era sconosciuto. Credo che siano proprio le immagini a trasmettere ancora più incisivamente il senso di un mondo perduto. Un carissimo saluto.

  3. Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gi salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

  4. Buongiorno Federico, grazie mille. Ricevere questo tipo di complimenti è esattamente quello che ci vuole per iniziare bene la settimana 🙂 Un caro saluto. A presto, allora.

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