Regeneración de objectos perdidos

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Avrebbe anche potuto farlo a Milano, certo, ma ha scelto Barcellona: la qualità della vita è più alta, il cittadino trova maggiore appoggio nelle istituzioni e i costi, in generale, sono più favorevoli alla piccola iniziativa. Riciclare, per l’architetto Guidazzi, prima che una filosofia è una conseguenza logica dell’era precedente. Anni di super produzione in cui abbiamo fabbricato più del dovuto e comprato più del necessario, con il risultato di avere una quantità di oggetti in circolazione imbarazzante, cantine stracolme di articoli apparentemente inutili e problemi di smaltimento. L’usato, in realtà, anziché rappresentare d’emblée uno scomodo esubero, andrebbe osservato attentamente per valutarne la viabilità, ovvero la possibilità di recupero, soprattutto nel caso di materiali nobili, come il legno che, essendo una risorsa scarsa, è destinato a costare sempre di più quando, invece, potrebbe naturalmente durare nei secoli. Sfruttare quello che già esiste diventa un obbligo del nostro tempo. Un modo per risparmiare, ma anche un’opportunità, di fatto, per mettere di nuovo alla prova capacità manuali sopite a causa di anni di vita sedentaria e stimolare attività cerebrali. Non a caso, la gente vorrebbe sapere fare da sé, anziché continuare a buttare via senza un perché, e richiede corsi che, prima o poi, questo giovane taller di Poble Sec istituirà. Nel mentre, Giulia si dedica al recupero di oggetti per avviarli a un processo di trasformazione attraverso il restauro e un processo di ricerca su destinazione, colore, rivestimenti, eventuali decori e possibile sintesi. Un concetto creativo ben diverso da quello che è stato il vintage, semplice vendita di pezzi di design noti e già utilizzati. Qui si tratta di trovare una nuova funzionalità per il teorico vecchio: una finestra può diventare una cornice, un barile una sedia, una sedia un comodino e una cassa da imballaggio per il trasporto di quadri un armadio. Il risultato è originale. Mobili e accessori diventano pezzi unici dalla forte personalità che consentono di arredare un ambiente calorosamente a un prezzo accessibile. Il costo è inferiore a quello di una produzione di serie, ma superiore a quello del truciolato destinato, però, a sbriciolarsi. Una fascia di mercato intermedia destinata a crescere e senz’altro favorita nei paesi in cui è normale riversare in strada una volta alla settimana ciò che non si usa più. A Barcellona, per esempio, questa consuetudine è stata istituita un giorno alla settimana che cambia a seconda del quartiere. Anche in Francia è normale approvvigionarsi di materiali di scarto sfruttando questa formula che diventa una preziosa alternativa a mercatini e rigattieri. La verità è che la reinterpretazione è rilassante, divertente e consente di proporre soluzioni economiche per vestire uno spazio. Ovvio, il fatto di aver scelto di lavorare in un quartiere popolare e vendere direttamente tagliando i costi di intermediazione aiuta a mantenere l’offerta a prezzi ragionevoli. In ogni caso, la vera buona notizia è che è nato un nuovo mercato: quello del riciclo. E’ sorpassata anche l’abitudine dell’import dal gusto etnico da paesi in via di sviluppo. Fantasia e trasferimenti ridotti al minimo per prodotti finali di qualità. Il pianeta lietamente ringrazia ed è l’ennesima dimostrazione del fatto che meno denaro non significa per forza catastrofe, ma anche provvidenziale stimolo per apportare intelligenti cambiamenti. Favoloso, o no? Giulia Interior. Showroom. Calle de Meer 47/49, 08003 Barceloneta, Barcelona. Bienvenidos.

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2 comments

  1. Pingback: SLOW TOWN by Sonia, Milan « Mobiliario reciclado y complementos de Decoración

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