La cultura? Si fa in cucina

This slideshow requires JavaScript.

Incredibile anche se normale per chi ha partecipato al ciclo di conferenze #lacittàchecambia proprio all’interno del flagship store Valcucine di Brera quest’autunno: la più fornita libreria di Milano sul tema della sostenibilità si trova in un negozio di cucine! 600 metri quadrati per riflettere sulla cultura dell’essere e dialogare senza fretta con oltre 1500 titoli sui temi dell’ecologia, della bioarchitettura, dell’ecodesign e dell’etica sociale e ambientale con un’ampia sezione dedicata ai giardini urbani e al giardinaggio. Perché? Per comunanza di interessi tra chi produce, compra e dirige un’azienda da sempre orientata verso l’eco-compatibilità. La conoscenza crea responsabilità. Si può fare e quindi anche avere senza essere guidati unicamente dal profitto, anche perché l’Italia non sarà mai competitiva sui costi ma casomai su arte e qualità. Questo in estrema sintesi il pensiero del Presidente di una realtà di successo di Pordenone che ha deciso di vendere ma anche di diffondere la cultura della sostenibilità attraverso una proposta di libri internazionali sul tema che non ha praticamente pari in città e una serie di eventi organizzati per favorire il confronto su un futuro possibilmente più prospero in termini valoriali. Strano sentire un industriale pronunciare queste parole visto che appartiene proprio a quella categoria che ha deliberatamente costruito una società costretta a consumare all’infinito per sopravvivere convincendo l’uomo standard, ovvero quello che risponde perfettamente alle promesse del marketing, che raggiungerà la felicità attraverso il possesso dell’ultima inutile novità. Uno schema di gioco ovviamente ridicolo e destinato a crollare, visto che a fronte di un desiderio presto estinto, le materie prime non bastano per mantenere il ritmo di produzione incessante di una corsa senza meta che ha perso di vista bellezza, salute e benessere. Dovremmo recuperare un po’ di selvaticità perduta: un animale è parsimonioso d’animo, non è mai obeso perché non prende mai più del necessario e si muove liberamente per soddisfare bisogni autentici dato che i suoi istinti non sono condizionati dagli spot. Sviluppare con buon senso si può. L’oggetto diventa conseguenza finale di un processo etico, culturale e tecnologico: gli investimenti sono diretti a realizzare prodotti che riducano al minimo la quantità di risorse utilizzate; la progettazione prevede il riciclo evitando emissioni tossiche e mira a un prodotto che duri il più a lungo possibile. Al centro di tutto questo l’uomo: quello che poi gusterà il prodotto di una terra fertile se avrà rispettato l’armonia della natura. Ecco perché saper vivere è un patrimonio da condividere. Giusto, Gabriele Centazzo? Eco Bookshop Valcucine. Corso Garibaldi 99, Milano.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: