Il segreto sono le fibre

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Ci ricordiamo di avere un intestino solo quando a seguito di una cura antibiotica inizia a darci qualche problemino. Ci consoliamo pensando al bifidus sorridente visto alla tv convinti di poter risolver tutto con una bella scatola di fermenti lattici che assumeremo con costanza per un’intera settimana quando, in realtà, il discorso è un po’ più serio ma soprattutto molto più importante. La nostra salute parte dalla pancia ed è strettamente connessa al delicatissimo equilibrio della nostra flora batterica intestinale 365 giorni l’anno, non solo all’occorrenza. Un universo sconosciuto con cui ci converrebbe prender confidenza, visto che qui dimorano quasi 3 chili di batteri distinti in migliaia di ceppi che svolgono un ruolo importantissimo: permettere al nostro intestino di assorbire i nutrienti dal cibo, compresi quelli destinati al cervello. Un esercito di moschettieri buoni, in sostanza, senza i quali quello che mangiamo non si trasformerebbe in energia per sopravvivere. Alleati che, oltretutto, lavorano anche affinché le pareti del nostro colon siano elastiche, compatte e coperte da una mucosa protettiva per fare in modo che gli agenti patogeni, come i virus e le infezioni, non riescano a raggiungere il sangue. Un ecosistema che andrebbe curato ogni giorno poiché dal suo benessere dipende il corretto funzionamento di tutto l’apparato digerente, il nostro sistema immunitario e, di conseguenza, la nostra forza. Si capisce, ora, perché dovremmo costantemente assicurarci di mantenere in forma questi piccoli amici che, in fin dei conti, hanno poche pretese. Basterebbe nutrirli con ciò che madre natura ha previsto per loro: le fibre, altre sostanze che ogni tanto sentiamo nominare dalla pubblicità senza conoscerle veramente e sapere se ne introduciamo abbastanza nella nostra dieta. La verità è che di norma chiudiamo i conti in deficit su questo fronte: non consumiamo sufficiente fruttaverdura e l’eccessiva raffinazione dei cereali, che ne conterrebbero, porta sulle nostre tavole solo l’amido dei grani, non più crusca e germe. Laddove, tra parentesi e tralasciando una lunga serie di ragionamenti, un eccesso di amidi assunti sotto forma di pane, focaccine e brioche, fa innalzare il livello di zuccheri nel sangue e pertanto la produzione di insulina creando a lungo termine i presupposti per lo sviluppo del diabete, una malattia non a caso sempre più diffusa in epoca contemporanea. Si aggiunga a tutto ciò che le fibre fungono anche da spazzini poiché transitano dall’intestino tenue arrivando intatte al crasso dove assorbono tossine permettendocene lo smaltimento e diventa chiaro il motivo per cui questa categoria alimentare va assolutamente reintrodotta nei nostri pasti. Altro buon motivo per recuperare ricette a base di legumi, avena, miglio, quinoa, riso integrale, grano saraceno, farro, pasta integrale – poca, solo dopo aver controllato sull’etichetta che non sia semplicemente color marrone. Incredibile come un bel ripasso sui processi del corpo possa rivoluzionare il nostro comportamento in cucina. E pensare avevo sottovalutato il potere di queste simpatiche conferenze sul cibo.

Si ringraziano Adele Prosdocimi Carminio Milano, Valentina Dolci Health Coach e Paolo Toniolo Facolta’ di Medicina New York University per l’impegno profuso nel creare e diffondere cultura alimentare.

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