Vista Orto di Brera

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I dettagli possono avere un potere immenso, soprattutto quando riescono ad abbattere un muro permettendo di cambiare prospettiva. In pochi se ne sono accorti, perché non fa notizia, ma da qualche settimana è possibile far correre lo sguardo da via Fratelli Gabba oltre il nuovo cancello dell’Orto Botanico di Brera per incontrare uno scorcio inedito dell’importante Palazzo di Brera, sede della Pinacoteca, dell’Osservatorio Astronomico, della Biblioteca Braidense, dell’Accademia delle Belle Arti e del Museo Astronomico. Milano ci guadagna un lungo abbraccio che invita a entrare garbatamente nel verde di un giardino antico, denso di storia. Due piccole stelle decorano delicatamente una struttura curva in ferro anticipando i tesori nascosti in questo luogo di saperi istituito nel lontano 1774 dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria che qui fondò uno dei più avanzati istituti culturali della città. Appena varcata la soglia di questo invisibile mondo incantato, accompagnati dal semplice suono della ghiaia mossa dai piedi, si avverte quella sensazione di quiete che solo una natura protetta può dare. Nulla di trascendentale, niente di spettacolare, solo il semplice gesto di aver raccolto e curato nei secoli famiglie di piante che si sono avvicendate, intersecate, accomodate più o meno liberamente allo conquista di uno spazio di cielo, infilando i rami negli interstizi, intersecando le chiome per fare ombra a chi ha voglia di passeggiare per perdersi nel miracolo della vita. Perché, tutto sommato, le piante rappresentano il nostro modo di esistere e adattarci a un ambiente. L’anima di questo spazio utilizzato per secoli come luogo di meditazione torna a farsi sentire, una volta abbandonata l’ansia del fare all’esterno. I Gesuiti, dal XIII al XVIII secolo, qui coltivavano anche erbe medicinali. Tradizione, poi, ripresa dal Governo austro ungarico con una scuola a cielo aperto per i giovani delle facoltà di farmacia e medicina. La struttura dell’orto botanico originale è ancora perfettamente visibile: le collezioni sono ordinate in aiuole incorniciate da cordoli di mattoncini e, oltre le vasche di irrigazione, si intravede un arboreto denso di fusti secolari che aspettano solo di rivelare i segreti nascosti nelle loro cortecce. La vegetazione racchiusa in questi magici 5.000 metri quadri rappresenta tutte le specie spontanee della nostra zona, escludendo qualche sporadico esempio di pianta esotica come i due maestosi Ginkgo biloba affacciati su Palazzo Citterio. Interpretare la personalità delle fioriture scelte, sarà più semplice aiutati dalla guida di chi lavora per mantenere vivo questo umile ma complesso universo di storia gestito dall’Università degli Studi di Milano e dialogare con un patrimonio che tutto il mondo ci invidia farà bene allo spirito. Prendendo tempo per perdersi, si scoprirà che le recenti vesti illuministe di Palazzo nascondono i resti del convento degli Umiliati, la prima vera struttura edificata sul terreno incolto della ‘braida‘, che darà il nome all’intero quartiere. Un’immersione in questa isola felice renderà doloroso tornare al rumore del traffico. In ogni caso, è confortante sapere che esiste un angolo appartato dove sostare quando si ha voglia di pace. Un motivo in più per sperare che il progetto de ‘La Grande Brera‘ veda finalmente luce e che l’eredità dei nostri antenati si trasformi davvero in un prestigioso polo museale percorribile in lungo e in largo attraverso sentieri profumati. Disporre di un ingresso indipendente per l’orto botanico significa avere la possibilità di passare da Via Manzoni a Via Brera o scegliere di fuoriuscire su Via Fiori Oscuri dopo aver deliberatamente deciso di temporeggiare tra le piante o le stanze di uno dei più importanti edifici della nostra città. Un intervento di recupero progettato e realizzato dall’architetto Ruggero Moncada di Paternò, in collaborazione con l’Associazione Amici di Brera, grazie alla famiglia Orsi Mangelli Alverà.

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7 comments

  1. dopo lo leggo, grazie. Pensa che studio a Brera!!! Poi scrivi un articolo sulla Braidense?

    ti ho linkato il mio blog, se ti va di iscriverti e partecipare…

  2. Pingback: Milano Slow Town Agenda July | slow town milano

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