Dall’orto alla tavola, mercati a km 0

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Far la spesa potrebbe tornare a essere un gesto relazionale, a ben pensarci, se solo non ci limitassimo a buttare merce nel carrello ma ci preoccupassimo di capire da dove arriva il cibo che portiamo in tavola. Potrebbe tranquillamente arrivare da campi limitrofi, per esempio, se solo evitassimo un sacco di passaggi commerciali inutili o tanti viaggi illogici con il beneficio del risparmio, della freschezza e persino di un utile presidio del territorio che, poi, male non farebbe a tutte quelle terre abbandonate che regolarmente finiscono per diventare teatro di preoccupanti disastri ambientali nella nostra penisola. Eppure quanti di noi sono coscienti del fatto che Milano insospettabilmente è il secondo comune agricolo più importante d’Italia grazie a un territorio eccezionalmente fertile con 47.000 ettari di Parco Agricolo Sud perfettamente coltivati? Solo il 14% dei cittadini l’ha visitato, questa è la vera notizia. Il contatto tra città e campagna, in ogni caso, è già ripartito per assestarsi come nuovo interessante trend: uno scambio diretto tra chi produce e chi acquista che può portare solo vantaggi. Filiera corta, in gergo tecnico, ma sarebbe più attuale pensarla in termini di nomi, cognomi e volti di quei contadini che da bravi alleati ci garantiscono sane forniture di frutta, verdura, carne, uova, formaggi, salumi, farine di grani antichi, pane, dolci, confetture e vino. Zone rurali al servizio dell’urbe, in sostanza, come nell’antichità. Paradossalmente un modello agroalimentare evoluto che ci permetterebbe di riappropriarci di tradizioni, eccellenze alimentari e anche gustose tipicità regionali. Non solo sogni ma realtà, comunque, perché forse non tutti sanno che… Nutrire Milano, per esempio, in collaborazione con il Politecnico e Slow Food, ha lanciato da qualche anno un hub pilota in pieno centro, il Mercato della Terra alla Fabbrica del Vapore, dove è possibile fare un comodo shopping di prodotti locali arrivati da selezionate cascine di zona. Anche Campagna Amica di Coldiretti organizza Mercati sparsi per la città, tra cui quello di Cascina Cuccagna, per promuovere il km 0: partecipano solo produttori iscritti che utilizzano pratiche agronomiche compatibili con la tutela dell’ambiente e della biodiversità. A pochi passi da Sant’Ambrogio, si trova anche La Cordata con altre bancarelle ospitate all’interno di un accogliente giardino di un palazzo storico laddove ‘comprare’ potrebbe diventare l’occasione per una gita se solo si optasse un giro in una Fattoria Amica oppure in uno degli Agriturismi di Terranostra, piccoli regni sconosciuti dove trovare prodotti di origine garantita e controllata. I più pigri, dal canto loro, possono contare sulla consegna a domicilio da parte di sempre più numerosi siti web che consentono di ricevere a casa frutta e verdura da aziende scelte: Orto in città, Cortilia, Via dei Campi tra gli altri. La vendita online oltretutto è diventata una concreta possibilità di distribuzione anche per tante realtà biologiche dell’hinterland che si sono strutturate, come Villa Licia. Un fenomeno ormai così diffuso che diventa persino difficile recensirlo. Trovare il tempo per recarsi dagli agricoltori di persona rimane, tuttavia, la scelta migliore. Di norma, in questi spazi, si organizzano anche incontri, corsi enogastronomici, degustazioni e percorsi culturali. Sorpresa? La vera avanguardia diventa la campagna.

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