Carne, poca ma buona

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E sfatiamo un altro mito contemporaneo. La famosa dieta Dukan che nel 2011 ha permesso a Kate Middleton di arrivare in forma strepitosa alle favolose nozze e che ancora oggi viene seguita da 20 milioni di persone in tutto il mondo, è dannosa per il fisico. La promessa di una miracolosa perdita di peso in pochissimo tempo basata su un regime alimentare iperproteico non tiene conto delle ripercussioni di questa scelta sulla salute nel suo complesso. Sono anni e anni che introduciamo troppi protidi animali nella nostra dieta, ci mancava solo una delle fanciulle più imitate del globo a favorire la diffusione di una moda che peggiora la situazione. Non siamo fatti per mangiare così tanta carne. Il nostro organismo non è predisposto a digerirla. Un tempo era un alimento riservato a pochi, il piatto forte della domenica di festa. Oggi, invece, costituisce la nostra scelta più frequente. Una bella tagliata al ristorante o un succulento hamburger sulla piastra di casa. Basta far prima. Il punto, purtroppo, è che velocità non fa rima con consapevolezza di ciò che ingeriamo e le bestie, anche se è scontato ricordarlo, non sono più quelle di una volta. Questa mania della bistecca ci ha costretto ad allevarne talmente tante che non riusciamo nemmeno più a nutrirle a erba laddove la realtà è che i ruminanti gradiscono fieno e non cereali pertanto dar loro sfarinati è contro natura senza contare che spesso contengono OGM. Tenuto inoltre conto del fatto che l’allevamento intensivo, come ormai noto, tende ad accelerare il processo di crescita degli animali attraverso un abuso di sostanze chimiche per prevenire inevitabili malattie, diventa chiaro il motivo per cui non possiamo certo contare su caratteristiche organolettiche delle carni simili al passato. Oggi le fibre sono più grasse e caratterizzate da un eccesso di acidi grassi essenziali Omega-6 che non solo favoriscono i processi infiammatori ma rendono il nostro sangue più acido. L’organismo tenta di riportare il pH in equilibrio e va a sottrarre calcio dalle ossa. Un’ottima premessa per poi andare a sviluppare la non a caso tanto diffusa osteoporosi. Il punto è che prima di prendere il fazzoletto per asciugarci le lacrimucce dovremmo anche rassegnarci a un’altra sconfortante notizia: sono da limitare anche salumi e insaccati, compresi quelli a marchio DOP e IGP. Per essere conservati e mantenere un colore vivido attraente, contengono per legge nitriti e nitrati, sostanze considerate cancerogene, pericolose per l’essere umano. A questo punto ci rimangono due strade: abbatterci o abituarci a inserire qualche ricetta a base di legumi nostra dieta. Nel caso, invece, optassimo per concederci il piacere di un filetto, è importante che la materia prima sia di ottima qualità. Modificare qualche abitudine è poi un dramma se a beneficiarne è la nostra salute.

Si ringraziano Adele Prosdocimi Carminio Milano, Valentina Dolci Health Coach e Paolo Toniolo Facolta’ di Medicina New York University per l’impegno profuso nel creare e diffondere cultura alimentare.

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