Al Fresco, in giardino

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Esistono pochi ristoranti con giardino a Milano ed è un vero peccato perché diventa davvero difficile evadere dall’oppressione del cemento per concedersi una pausa rilassante laddove il tempo che dedichiamo al nostro palato potrebbe essere anche una buona occasione per rigenerare lo spirito se solo l’ambiente favorisse la distensione. Scegliere di mangiare Al Fresco è buona opportunità per raggiungere entrambi gli obiettivi tanto è vero che è indispensabile prenotare quasi a dimostrare un atavico bisogno di tranquillità del povero cittadino metropolitano. Una rigogliosa vite canadese ci accoglie all’ingresso mentre una piacevole sensazione di calma ci pervade non appena varcata la soglia. Lo sguardo scivola sull’ampia vetrata che affaccia sull’esterno e il respiro finalmente rallenta. Quando la stagione lo permette, è possibile accomodarsi all’aperto tra siepi che disegnano eleganti angoli appartati e graziose abatjour che sembrano pendere dagli alberi: la vista delle piante è da subito rassicurante. Sarà che i colori hanno proprietà terapeutiche e che il grigio predominante in città non permette di allentare la tensione ma il contatto anche solo con uno scampolo di verde permette di ritrovare quella dimensione organica e vitale che inconsapevolmente cerchiamo. Se solo fossimo completamente coscienti di quanto un panorama può influenzare il nostro umore, probabilmente punteremmo davvero all’ambizioso obiettivo di aumentare il numero di metri quadri di verde per abitante. In realtà, in attesa di grandi piani di ristrutturazione urbanistica mirati a potenziare i parchi pubblici o addirittura a creare green line percorribili senza mai vedere il traffico come immaginato dai più illustri paesaggisti contemporanei, potremmo più modestamente ipotizzare di recuperare tutti gli spazi residuali trascurati per migliorare lo scenario che ci circonda: tetti, balconi e patii se valorizzati possono trasformare un’abitazione. Una vegetazione sapientemente progettata può correggere lo squallore di un muro spento o la desolazione di un cortile abbandonato. E, seppur vero che il verde funzionale è importante per regolare le condizioni bioclimatiche di un territorio, bisogna ricordare che è il verde percepito a migliorare la qualità della nostra vita ovvero quello che si può utilizzare. Non pensate che a Milano sia impossibile trovare spazi con dehors perché Emanuele Bortolotti e Ferdinando Ferdinandi tutto sommato ci stanno dimostrando proprio questo: un contesto felice si può creare, dal nulla. Et voilà. Dove prima esisteva un magazzino con un piazzale polveroso, oggi c’è un ristorante con giardino che ci abbraccia, avvolge e protegge. Esempio pratico del fatto che si possono creare luoghi confortevoli ovunque. Bastano un pizzico di fantasia e un minimo di investimento per fare miracoli: l’attività decolla e il valore dell’immobile sale. Sedersi a tavola, a questo punto, diventa un piacere. Il tutto anni luce dal sorpassato concetto di locale alla moda, dove l’ostentazione contava più dell’accoglienza. Qui si percepisce un’armonia che nasce da un’esperta miscela tra dettagli curati, tovaglie in lino, candele sui tavoli e un arredo familiare mentre il glicine pende dal loggiato. Piatti poco elaborati della tradizione italiana e tante verdure fresche per poi scoprire che calore e semplicità sono più che sufficienti per star bene. Un sogno realizzato. Da imitare. Ce n’è bisogno. Al Fresco. Via Savona, 50. Milano. Tel. 02 495.33.630.

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