Il potere delle spezie

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Le spezie non sono semplici aromi colorati ma preziose sostanze di origine vegetale che vantano molteplici proprietà curative tanto da esser state considerate nell’antichità simbolo di ricchezza. Importarle dai paesi del sud est asiatico ha comportato l’apertura di importanti rotte commerciali in passato, tra cui la famosa Via delle Indie, che per lunghissimi anni è stata presidio di Venezia. Un monopolio di affascinanti scambi con l’oriente che si è interrotto solo verso il XV secolo quando altri paesi hanno dimostrato interesse nell’intraprendere affari con queste terre misteriose che hanno dato origine a ben più di una leggenda e che erano raggiungibili solo attraverso lunghi viaggi via mare. Portogallo, Francia, Inghilterra e Olanda hanno fatto davvero a gara per secoli per inserirsi nel traffico di prodigiose polverine che se dosate sapientemente sono in grado di nobilitare il sapore di qualsiasi alimento rendendolo esotico e voluttuoso. Essenze raffinate il cui utilizzo nel corso della storia, peraltro, è andato ben oltre la cucina. Sono servite per non far deteriorare il cibo quando non esistevano i frigoriferi, per preparare potenti farmaci quando non esistevano le medicine, per costellare gli ambienti di profumi intensi, persino per truccarsi. Un regno magico fatto di semi, bacche, radici, cortecce, baccelli, resine, bulbi, boccioli, petali e stimmi che ha permesso di curare malattie, alleviare dolori, prevenire disturbi dimostrando che la natura ci offre da sempre un patrimonio immenso, spesso trascurato, di risorse che potremmo portare in tavola con enormi vantaggi per la nostra salute. Le spezie, che non vanno confuse con le erbe aromatiche, andrebbero macinate o ridotte in polvere in un mortaio possibilmente al momento dell’utilizzo e vanno conservate essiccate. Sebbene esistano una miriade di pregiudizi nei confronti degli effetti che potrebbero provocare sul nostro organismo, la verità è che sono un concentrato di benessere. Oggi tutti abbiamo accesso a questa merce preziosa, laddove in passato solo i ceti molto facoltosi potevano permettersela, ed è un vero peccato che solo in Cina e in India sia ancora molto diffusa la tradizione di sfruttare questi ingredienti per la preparazione di stuzzicanti ricette mentre in occidente solitamente se ne sottovaluti il potere. Si tratta di risorse inestimabili che è davvero il caso di riscoprire perché con un piccolo tocco finale si possono cambiare le sorti di un piatto. Qualche esempio di facile esecuzione. Aggiungere alle pietanze pepe nero è molto consigliabile. Si tratta del re delle spezie, è disponibile in qualità dal gusto anche più temperato (verde, bianco, rosa) e contiene piperina, una sostanza attiva in grado di stimolare l’attività gastrica, favorire i processi digestivi e purificare il fegato. Ravvivare una portata di verdure con del peperoncino è un’altra ottima idea. Oltre a un risultato finale intrigante si riesce ad approfittare della capsaicina dei suoi frutti e semi, un validissimo antibatterico in grado di aiutare a prevenire le infiammazioni più diffuse come il diabete, l’artrosi e la demenza senile. Aggiungere curcuma, invece, non permette solo di colorare una zuppa di giallo intenso ma di sfruttare la curcumina, un favoloso antiossidante che riesce a disattivare i radicali che si sono liberati a seguito della combustione cellulare e addirittura a prevenire i tumori. Un altro modo per ricordare, insomma, che nutrire significa curare e che la dispensa può diventare una miniera di prodigiosi alleati dalle mille virtù.

Si ringraziano Adele Prosdocimi Carminio Milano, Valentina Dolci Health Coach e Paolo Toniolo Facolta’ di Medicina New York University per l’impegno profuso nel creare e diffondere cultura alimentare.

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