Lo Sposalizio della Vergine, di Raffaello

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Lo Sposalizio della Vergine è l’icona numero tre scelta dal Comune di Milano per rappresentare il palinsesto di Expo durante l’Esposizione Universale. Un’immagine e un numero che evidentemente hanno portato fortuna visto che i primi tre mesi di eventi si chiudono con dati che illustrano il successo di una città che ha saputo più che onorevolmente intrattenere i suoi ospiti: 5 milioni di visitatori per quasi 25.000 appuntamenti. Evviva. Non che ci fossero dubbi sulla capacità della capitale della moda e del design di regalare ed esibirsi in prestigiose proposte culturali ma è bello cogliere l’occasione per riscoprire capolavori che spesso trascuriamo quando rappresentano vette della storia dell’arte come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello Sanzio, esposto in Brera ed emblema del passaggio del pittore a una fase di maturità artistica che lo porterà ad affrescare le stanze del Vaticano. Non dovremmo averlo noi questo quadro che è stato serenamente conservato dove è stato commissionato sino al 1798, cioè nella Chiesa di San Francesco di Città di Castello, ma strani giri del destino hanno portato il comune d’origine che ancora oggi rimpiange il folle gesto a donarlo a tal Giuseppe Lechi, comandante della legione napoleonica nel periodo di sovversione dell’ancien régime, in segno di riconoscenza per l’aiuto ricevuto nella riconquista della libertà dagli stati pontifici. L’opera sarà quindi acquistata da Jacopo Sannazzaro che la lascerà all’Ospedale Maggiore e poi da Eugenio di Beauharnais che a sua volta la regalerà alla Pinacoteca. Un dipinto di un Raffaello appena ventunenne ma già molto affermato tra gli interpreti del rinascimento che comunica molto semplicemente la sublime perfezione della bellezza. L’apparente naturalezza di forme magnifiche non deve ingannare: la grazia profusa è solo la meta felicemente raggiunta dal lungo cammino della cultura come se l’autore, allevato in un ambiente denso di influenze stimolanti, fosse riuscito a toccare l’equilibrio della purezza per esprimere con chiarezza l’armonia universale. Raffaello è molto amato e ha raggiunto una prodigiosa fama anche grazie a un percorso che gli ha permesso di nutrirsi del sapere degli antichi, di crescere nella raffinata cerchia di aristocratici della corte dei Montefeltro e di formarsi attraverso incontri a dir poco suggestivi. Il suo lavoro è intriso degli insegnamenti di grandi maestri: Piero della Francesca, Perugino, Pinturicchio, Leonardo, Michelangelo. Sicuro del proprio patrimonio interiore, riuscirà a condensare in salde strutture prospettiche le aspirazioni spirituali più alte dei suoi contemporanei per approdare a insiemi complessi dove non si distingue più tra ideale e realtà. L’arte è diventata alta filosofia. Il sogno estetico di traformare l’allegoria in assoluto è stato realizzato. Nelle opere di Raffaello si alternano movimenti conclusi: teologi, dottori della chiesa, santi, saggi, poeti e cherubini riempiono l’aria benedetta di gesti incantevoli, sorrisi radiosi, tenerezze pacate. Nulla turba la profondità della rivelazione. E fu così che il Divino con modi nobili e gentili lasciò Urbino, cuore pulsante di un umanesimo terso e composto, per Siena, Firenze e infine Roma dove spirò a soli 37 anni facendo tremare San Pietro come narra la leggenda. L’episodio straordinario del quadro descritto a Palazzo Marino vede Giuseppe porgere l’anello a Maria. Lo sposo, come comandato dall’angelo al sommo sacerdote, è stato designato da un segno di Dio: il falegname con la famosa verga fiorita è circondato da pretendenti scartati che spaccano il loro bastone mentre la Vergine è accompagnata da un corteo di donne. Sul fondo, dolci colline fanno da scenario al sagrato a scacchi di un tempio a pianta circolare importato dalla città ideale. La scena è familiare. Sala Alessi scroscia in un lungo e caldo applauso. Incredibile come Milano reagisce all’arte: fragorosamente.


Sei icone per sei mesi – Sei conversazioni d’arte a Palazzo Marino

6 MAGGIO 2015 ore 21 BEginning
Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo raccontato da Stefano Zuffi

3 GIUGNO 2015 ore 21 BEloved
Il Bacio di Francesco Hayez raccontato da Fernando Mazzocca

1 LUGLIO 2015 ore 21 BElong
Sposalizio della Vergine di Raffaello raccontato da Cristina Acidini

4 AGOSTO 2015 ore 21 BEside
Pietà Rondanini di Michelangelo raccontata da Antonio Paolucci

1 SETTEMBRE 2015 ore 21 BEyond
Concetto Spaziale di Lucio Fontana raccontato da Luca Massimo Barbero

1 OTTOBRE 2015 ore 21 BElieve
Ultima Cena di Leonardo da Vinci raccontata da Marco Carminati

Ingresso libero fino a esaurimento posti

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2 comments

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