Concetto Spaziale, di Lucio Fontana

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La quinta icona scelta dal Comune di Milano per scandire il palinsesto culturale di Expo in Città è il Concetto Spaziale di Lucio Fontana. Notare bene: non un’opera, un concetto. Un concetto che ha trasformato per sempre il linguaggio dell’arte e il modo di praticarla aprendo nuove prospettive sull’avvenire. L’urgenza di superare l’arte come intesa sino a metà ‘900 deriva dalle trasformazioni sociali che hanno contraddistinto gli anni dopo la seconda guerra mondiale. La conquista dello spazio, l’aeroplano e la televisione hanno inevitabilmente scardinato sistemi di pensiero consolidati per trasformarsi nel preludio di una nuova era. Gli artisti, costretti al confronto con frantumi di ideologie, non sono più riusciti a lavorare su pittura e scultura come concepito sino a quel momento: cartoni dipinti o pietre erette diventano insufficienti per descrivere la realtà o per tentare di elevarla a un livello di perfezione ideale. L’uomo ormai distaccato dalla terra e dalla linea di orizzonte che per secoli aveva costituito il fondamento dell’estetica non poteva più trovare in base, altezza e profondità la rappresentazione del nuovo mondo. Una volta scoperto l’invisibile, la tela si rivelava inadatta ai tempi: non era in grado di contenere l’infinito. Forme e colori a riempimento di una superficie sarebbero parsi meri decori in funzione dell’arredo. Era dunque necessario abbandonare il cavalletto per riuscire a travalicare il corpo in una sfida contro le convenzioni, seppur nel rispetto di un’onesta comprensione del passato. Una filosofia perfettamente riassunta nel taglio, l’immagine certamente più nota di Lucio Fontana ma anche la più difficile da interpretare sebbene sembri appartenere a tutti. I tagli, per la verità, vanno letti come estrema sintesi di un percorso di ricerca complesso ed enunciato a più riprese attraverso una serie di manifesti che partono dal 1946. Si parte dal bucare la tela. La luce passa da lì. Il punto apre un varco. Una serie di buchi diventa mappa di viaggio. L’esperimento si dilata trasformandosi in squarcio, graffio, lacerazione. Segno di attraversamento. Manifestazione di movimento. L’artista sciamano conduce verso universi paralleli. Ed ecco il gesto emblematico assurgere all’immortalità, fatalmente anticipatore di ogni modernità. Non istinto ma volontà creatrice che non ammette esitazioni o errori. Evocazione che parla a regioni segrete dell’inconscio. Atto che si sviluppa sino a produrre grovigli luminosi: strutture a neon sospese nel vuoto. L’opera diventa il luogo che permette di andare oltre, di sfondare la materia, di uscire dalla cornice, di sperimentare lo spazio, di entrare nella IV dimensione dell’arte. Lucio Fontana ha perforato tele, cartone, zinco, rame, gres a prescindere dal colore e non ha mai desiderato raccogliere allori troppo facili tanto è vero che richiede l’uso dell’intelletto per essere compreso. Esistono svariate occasioni in città per infrangere la rigidità della figurazione e andare a esplorare l’ignoto in modo da assaporare un momento di vera libertà. Il seme dello spazialismo, nonostante la paternità argentina, è stato piantato proprio a Milano.

La mia scoperta è stata il buco e basta. (…)
La scoperta del cosmo è una dimensione nuova, è l’infinito. (…)
E’ la base di tutta l’arte contemporanea, chi la vuol capire.
Sennò continua a dire che l’è un büs, e ciao.

LUCIO FONTANA

Sei icone per sei mesi – Sei conversazioni d’arte a Palazzo Marino

6 MAGGIO 2015 ore 21 BEginning
Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo raccontato da Stefano Zuffi

3 GIUGNO 2015 ore 21 BEloved
Il Bacio di Francesco Hayez raccontato da Fernando Mazzocca

1 LUGLIO 2015 ore 21 BElong
Sposalizio della Vergine di Raffaello raccontato da Cristina Acidini

4 AGOSTO 2015 ore 21 BEside
Pietà Rondanini di Michelangelo raccontata da Antonio Paolucci

1 SETTEMBRE 2015 ore 21 BEyond
Concetto Spaziale di Lucio Fontana raccontato da Luca Massimo Barbero

1 OTTOBRE 2015 ore 21 BElieve
Ultima Cena di Leonardo da Vinci raccontata da Marco Carminati

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

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