Ossigeno e Amore, Expo 2015

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La gita al sito continua dopo una piccola interruzione per le conversazioni di Palazzo Marino: Michelangelo e Fontana mi hanno costretto a stoppare la copertura di Expo per dedicarmi all’arte. D’altra parte si parla tanto della riuscita sinergia tra la città e l’Esposizione Universale quindi, non potendo sdoppiarmi, ho portato l’attenzione anche su ciò che avveniva a Milano. Per quanto mi riguarda, Expo dovrebbe durare almeno un mese in più. Peccato che non sia possibile per motivi contrattuali con il BIE e soprattutto perché i padiglioni non sono stati progettati per affrontare l’inverno. Ahimè. Non mi resta che correre, allora.

SLOVENIA – Capitale: Lubiana
9.-padiglione-slovenia-expo-2015-acquaIl padiglione sloveno mi incuriosiva dall’inizio perché girando per il sito avevo visto molta gente indossare un grande adesivo a forma di cuore con scritto a caratteri cubitali ‘I FEEL SLOVENIA’. Una trovata di marketing – bisogna ammettere – senz’altro riuscita perché se non altro ha attirato l’attenzione sul piccolo paese confinante con il nostro che in realtà conosciamo in pochi. A ogni modo, dopo la debita visita, inserisco la Slovenia tra quei paesi che non hanno grandi idee da esibire se non quella di preservare un eccezionale patrimonio naturale che è costituito per il 60% di boschi e di mettere in pratica una serie di modeste abitudini che però contribuiscono non solo a non distruggere la natura ma anche a tendere verso un futuro più sostenibile tanto che Lubiana è stata eletta Capitale Verde d’Europa per il 2016. Che uno dice: ‘Embè’? Embè, lor signori, cercare di mantenere ciò che abbiamo e incoraggiare una serie di pratiche virtuose che non impattino sul pianeta è il primo passo per arginare l’inarrestabile degrado ambientale a cui stiamo assistendo. La Slovenia porta dunque sul sito: le sue montagne, le sue sorgenti, sale e miele. Tralasciando le saline di Pirano dove si estrae ancora a mano come 700 anni fa, le svariate varietà di miele che esistono solo se esistono le famose amiche api come già visto nel padiglione UK, la bellezza delle grotte carsiche ricche di stalagmiti e stalattiti e la cucina tradizionale mi concentrerei sui concetti portanti. Gli sloveni parlano chiaro: non abbiamo mai avuto un ruolo da grandi protagonisti negli eventi storici più importanti d’Europa ed esistiamo come stato indipendente solo dal 1991 ma molto modestamente vi possiamo offrire un territorio abbastanza incontaminato dotato di antichi sentieri alpini, alberi secolari, aria pulita, terme benefiche, svariati centri benessere, una lunga tradizione nella cura della persona e le acque minerali naturali più ricche di magnesio del mondo da bere o da sfruttare per salutari immersioni. Uno stato denso di rilievi, dunque, impegnato nella tutela di un suggestivo paesaggio che spazia dalle Alpi all’Adriatico nonché una meta turistica di sicuro interesse per gli amanti della salute e dello sport che presta particolare attenzione a incentivare un escursionismo che predilige lunghe passeggiate, mezzi pubblici e biciclette nel rispetto del verde circostante sia nelle zone rurali sia in città. Ultimo dettaglio: fate caso ai dipinti a olio realizzati dagli apicoltori sulle parteti degli alveari presentati al centro dell’esposizione: un esempio splendido e unico di arte contadina.

AUSTRIA – Capitale: Vienna
3. A padiglione-austria-air-is-lifeL’Austria è un capolavoro. Mi stupiscono alcuni commenti che vanno a parare su un laconico: ‘Tutto qui?’. Sì, tutto qui. Aria pulita. Quella sostanza di cui necessitiamo più di qualunque altra cosa. Puoi sopravvivere 5 settimane senza cibo, 5 giorni senza acqua ma non 5 minuti senza aria. Basic. Eppure non si vede, non si tocca, non produce effetti speciali a meno che non vengano sparati in alto fuochi d’artificio che la rovinano. Chissà perché ci siamo abituati a cercare lo spettacolo a tutti i costi quando la magia sta nel meraviglioso processo per cui respiriamo emettendo anidride carbonica ma abbiamo a disposizione ossigeno grazie al lavoro delle piante. Breathe. Ben detto. Take it easy. Relax. Alla base di qualunque disciplina sportiva che si rispetti perché la respirazione è fondamentale per la vita dell’essere umano: l’aria introdotta nei polmoni va nel sangue per rifornire tutte le cellule del corpo dell’ossigeno di cui hanno bisogno per portare a termine quel lento processo di combustione per cui le sostanze nutritive disponibili a seguito della digestione vengono bruciate per trasformarsi in energia. Abbiamo bisogno costante di ossigeno. Tutto ciò che ne abbassa il livello nel sangue provoca malattie, indebolisce il sistema immunitario, impedisce l’espulsione di tossine e determina un invecchiamento precoce. Pertanto, l’aria di qualità è uno dei beni più preziosi che abbiamo se non fosse che le attività umane stanno progressivamente alterando la composizione chimica dell’atmosfera che dovrebbe comprendere il 78% di azoto e il 21% di ossigeno quando invece è zeppa anche di sostanze inquinanti che vagano per il mondo trasportate dai venti e sono prodotte principalmente dai combustibili fossili. Per non parlare della deforestazione che riduce il numero di piante disponibili sul pianeta quando sono proprio loro in presenza di luce a trasformare l’anidride carbonica e l’acqua in glucosio, il loro nutrimento, rilasciando ossigeno attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana. Incredibile trascurare come l’inquinamento impatti sulla nostra salute, sulla salute di alberi e animali nonché sul clima quando gran parte dell’ossigeno disponibile in forma gassosa sulla terra deriva proprio dagli alberi che dovrebbero stare bene. L’aria dovrebbe costituire il nostro primo pensiero. Invece, la maggior parte dei cittadini europei e non solo vive in contesti dove si respira male e la qualità dell’aria indoor è addirittura peggio di quella esterna. Pertanto, l’Austria, un piccolo paese dominato prevalentemente da territori alpini e da una rigogliosa vegetazione fitta di boschi, ci invita a riflettere sul rapporto tra clima e benessere. Il boschetto di circa 500 metri quadri allestito produce una quantità di ossigeno sufficiente per circa 1.800 persone all’ora. Regolando l’umidità e intervenendo artificialmente sull’evapotraspirazione che tralascio perché ci vorrebbe una laurea in scienze agrarie per capirla si riesce a garantire una temperatura percepita nel padiglione inferiore a quella esterna, se ho capito bene. Basti ricordare che il vapore presente nell’aria dipende dalla traspirazione delle piante e dall’evaporazione di acqua dal suolo e che le tecnologie a disposizione ci garantirebbero di trovare soluzioni alle condizioni ambientali urbane del XXI secolo. No, non si tratta di cibo in senso stretto ma come volevasi dimostrare è impossibile parlare di nutrimento senza tener conto dell’intero ecosistema terrestre.

CILE – Capitale: Santiago del Cile
5. esportazioni-padigione-cile-expoDall’estremo sud ovest del continente americano si leva un messaggio semplice: ‘Love’. Il Cile è una delle più grandi dispense del mondo. Dal suo territorio lungo e stretto tra l’Oceano Pacifico e la Cordigliera delle Ande caratterizzato da una cultura fortemente agricola che affonda le radici in epoca precolombiana includendo l’impero Inca partono grandi esportazioni: kiwi, avocado, mele, noci, mirtilli, pesche, albicocche, prugne, ciliegie, uva, mele e salmone. Il padiglione di questo paese solido con una popolazione affabile e operosa che offre cibo genuino e di qualità è dedicato al rapporto di affetto che dovrebbe governare lo scambio tra l’uomo e il pianeta: produrre dovrebbe significare lavorare in armonia con l’ambiente, generare benefici per tutte le figure coinvolte nella catena alimentare ma anche amare profondamente la propria terra rispettandone le risorse e preservandone la biodiversità. Niente da aggiungere.

FOTOSINTESI CLOROFILLIANA: CO2 + H2O = O2
Piantare un albero è l’atto più nobile che un essere umano possa compiere

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  1. Pingback: Armonia e Mare, Expo 2015 | slow town milano

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