Acqua e Terra, Expo 2015

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Il lungo viaggio prosegue con un’aria settembrina che da un lato anticipa l’autunno mentre dall’altro permette ancora di godere di qualche caldo raggio di sole come fosse piena estate. Da qui in avanti purtroppo qualcosa dovrò sacrificare poiché il tempo stringe e i padiglioni sono davvero troppi. In ogni caso, posso ufficialmente dichiarare il giro di boa: sono arrivata – evviva – in fondo al decumano – tenendo la destra – per invertire in corrispondenza della collina mediterranea e tornare indietro sul lato di sinistra che non si prospetta affatto meno impegnativo.

OMAN – Capitale: Muscat
7.-padiglione-oman-expo-2015Salaam Alaikum’ – La pace sia con te – Il modo più formale per salutare un paese che si presenta come a noi sembra normale ma che in realtà rappresenta un po’ un’eccezione all’interno della penisola arabica tant’è che un’affollata conferenza stampa indetta da sua maestà Qaboos bin Said a Palazzo Giureconsulti ha appena dimostrato enormi aperture nei confronti della nostra regione nonché la volontà di instaurare future collaborazioni. Il sultanato, una monarchia assoluta ereditaria governata appunto da un sultano che magari qualcuno ha avuto il piacere di incontrare nel pieno centro di Milano, desidera proseguire nel cammino di diversificazione intrapreso parecchi anni fa: sfruttare le entrate che derivano da gas naturale e petrolio per sviluppare un’economia che non sia legata a riserve inevitabilmente destinate a esaurirsi. Prima preoccupazione del suggestivo paese è da sempre l’acqua necessaria per l’agricoltura: il territorio è coperto per l’80% da deserto con precipitazioni sono davvero irrisorie pertanto sin dall’antichità la popolazione si è abituata a sfruttare ogni singola goccia. L’umidità si cattura persino dalla nebbia dei monsoni e l’irrigazione di oasi verdeggianti avviene grazie a un lunghissimo sistema di canali simile a quello dell’Iran: gli aflaj. Nonostante ciò, l’autosufficienza alimentare rimane ancora un lontano miraggio. Serre, acquacoltura e desalinizzazione del mare non bastano a compensare l’assenza di piogge con frutta e verdura continuano a scarseggiare. In compenso, abbondano i datteri, un cibo sacro e ricco di principi nutritivi che riesce a spezzare il digiuno del ramadan, e prolifica l’industria ittica: gli omaniti sono esperti pescatori e vantano una tradizione nautica che si perde nella notte dei tempi. Il Golfo Persico, il Mar d’Oman, il Mar d’Arabia e l’Oceano Indiano sono ricchi di pesce azzurro, sardine, tonno, aragoste e ostriche. Non a caso l’Oman è stato un potente impero marittimo al centro di importanti rotte commerciali che collegavano India e Africa Orientale con mercati affollati di sete, spezie, tappeti, incenso e porcellane. La cordialità della gente e un’accesa predisposizione alla tolleranza dovuta a una declinazione dell’Islam nella versione pacifista dell’ibadismo ne fanno una preziosa destinazione turistica che continua a vedere aumentare le visite grazie a un mare cristallino, soffici spiagge e una natura incontaminata. Se ci state pensando, la stagione ideale è quella invernale poiché d’estate si raggiungono più di 45 gradi che diventano 60 percepiti. Un futuro che punta dunque su dighe, impianti idrici, infrastrutture e strutture ricettive senza mai perder di vista la sostenibilità vista l’enorme sensibilità di questo stato per i temi della biodiversità e della salute degli ecosistemi come raccontato nel padiglione a forma di fortino nel colore tipico del giallo ocra. Sostanzialmente un incontro inaspettato dalle atmosfere avvolgenti che conclude mettendo in palio un viaggio per i visitatori dello stand. Ovviamente ho partecipato sperando di dormire sotto una tenda beduina. Chissà.

RUSSIA – Capitale: Mosca
1. padiglione-russia-dal-padiglione-omanLa Russia è il paese più grande del mondo e la maestosità del suo padiglione non manca di accennare alla potenza del suo territorio che è coperto da immense distese di terra, smisurate riserve di acqua e inesauribili ricchezze naturali. L’approccio di questo stato così vasto al tema del cibo non può non interessarci visto che la sua economia è ancora largamente legata ad agricoltura, pesca e silvicoltura senza dimenticare l’ovvio sfruttamento di laute risorse minerarie. Enormi pianure lambite da lunghi fiumi si rivelano perfette per coltivare cereali, orzo, segale, patate, frutta e verdura senza contare prosperi risultati anche dall’allevamento e dalla pesca tanto che la Russia punta a sviluppare ulteriormente il settore primario senza nascondere di puntare alla piena autarchia, quanto meno su prodotti compatibili con il suo clima rigido che d’inverno scende più che sotto i 20 gradi. Ciò che colpisce, comunque, è il rilievo dato alle scienze, campo da sempre molto sostenuto dal governo con incentivi all’istruzione che infatti ha sfornato ben più di un ricercatore di fama internazionale con qualche nome onorato proprio in occasione di Expo 2015: Nikolay Vavilov, il botanico antesignano della biodiversità a cui si deve la creazione della prima collezione di semi del mondo costituita da più di 350 mila campioni di piante; Dmitrij Ivanovič Mendeleev, il chimico che inventò la tavola periodica degli elementi, un sistema di classificazione dei 63 elementi chimici sino allora conosciuti che già prevedeva di inserire tre elementi ancora da scoprire; Vladimir Vernadskij, il biologo che descrisse per la prima volta le alterazioni di origine antropica della biosfera pertanto padre dell’ecologia moderna. Ciò che più mi è rimasto impresso, invece, è l’attenzione per i pesticidi, ben raccontata al secondo piano: ciò che è tossico per un essere vivente non può non esserlo anche per un altro. Pertanto gli additivi chimici utilizzati contro i parassiti a poco a poco distruggeranno anche il resto. L’essere umano è intossicato da veleni che si accumulano nella catena alimentare nonostante l’osservanza delle più comuni pratiche igieniche con il risultato di sviluppare parecchie delle malattie più diffuse al giorno d’oggi tra cui i tumori. La buona notizia? La Russia presenta la biotecnologia Terrabakterin e Akvabakterin, due soluzioni in grado di pulire terra e acqua dai pesticidi e che possono ripristinare l’equilibrio di suolo e risorse idriche anche nelle aree urbane, a quanto pare molto più inquinate della campagna. Che dire? E’ possibile consolarsi con una bella vodka sulla meravigliosa terrazza panoramica all’ultimo piano.

ESTONIA – Capitale: Tallinn
3.-padiglione-estonia-expo-2015Sull’Estonia purtroppo devo andare rapida e mi spiace perché ciò che mi porto a casa dal padiglione di questo paese dell’Europa del Nord è che dev’essere estremamente sensibile nei confronti dell’ambiente, quanto meno a giudicare dai suggestivi boschi rappresentati, dai racconti sul meraviglioso pane di segale, dalle biciclette esposte sul sito e dall’enorme quantità di altalene presenti nello stand fatto interamente di legno. Dev’essere una meta favolosa da percorrere rigorosamente su due ruote in mezzo alla natura. Mi segno il concetto.

 

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