Speranze e Opportunità, Expo 2015

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Mancano meno di 15 giorni alla chiusura: ansia. Dovrei vedere ancora di tutto. Avrei potuto procedere più velocemente ma visitare, capire, scrivere, fotografare e montare richiede del tempo se si vuol emettere qualcosa di sensato. Dovrò saltare qualche padiglione, questa è la verità, anche se mi spiace molto. Cercherò di focalizzarmi sui più importanti ammesso e non concesso che esistano un paesi più degni di indagine di altri perché ciò che sta emergendo è che tutti i messaggi hanno un perché se riferiti alla storia complessiva di una nazione.

CINA – Capitale: Pechino
10. padiglione-cina-expo-2015-led-campo-granoLa Cina è un must to see perché è il paese più popoloso del mondo. Conoscere le intenzioni sul futuro alimentare di oltre 1,3 miliardi di persone, insomma, è doveroso soprattutto tenuto conto del fatto che non si tratta certo di uno stato che si è distinto per sensibilità ambientale negli ultimi decenni. Eppure, messo di fronte al tema in corso, ha dovuto rispolverare la saggezza degli antenati per tirar fuori dal cassetto i concetti base di una delle culture più antiche del mondo: cielo, terra, uomo e armonia. Capire precisamente di cosa sta parlando significa andare a parare su una società che si è sviluppata sui pilastri del confucianesimo e poi del taoismo prima ancora di approdare al recente e tanto discusso boom economico di radice industriale. Ed ecco riemergere la figura dell’uomo che si inserisce eretto tra i movimenti delle energie universali. Un microcosmo che vibra in perfetta risonanza con l’ambiente assorbendone i ritmi. I soffi del cielo e della terra si incrociano costantemente. Yang è lo spirito, Yin il corpo. La testa è il cerchio. I piedi il quadrato. La ricerca di equilibrio tra tempo, ciclicità, e spazio, qui e ora, diventa arte del saper vivere. Basti pensare al libro dei Yi King. Ecco come interpretare il padiglione. Il cielo è rappresentato da un tetto sinuoso in bambù. La terra da fiori color arancio all’esterno e da una distesa di LED all’interno che ricordano campi di grano. Il lavoro antropico, nel mezzo, si trasforma in: riso, alimento base della cucina cinese di solito abbinato a pesce o maiale; , una bevanda dalla storia secolare che è diventata rito; seta, una via di oltre 8.000 chilometri che collegava l’impero romano con l’oriente. Provare un senso di gratitudine per il raccolto era normale così come aspirare a un’ideale armonia tra natura e abitanti del pianeta per raggiungere pace e stabilità. Il tour termina con un video sul capodanno lunare: la famiglia si riunisce per un banchetto la sera della vigilia per celebrare 15 giorni consecutivi sino alla festa delle lanterne. Tradizioni che attirano molto a giudicare dal numero di visitatori. La Cina sembra orientata a un politiche agricole che rispettino maggiormente il terreno e risparmino risorse idriche. Una speranza. Sperem. Nel mentre, il paese è ai primi posti del mondo nella produzione di cereali, carne, pesce e tè e deve confrontarsi con numeri piuttosto cospicui. Conclusione? Meno inquinamento, più cibo di qualità per tutti.

COLOMBIA – Capitale: Bogotà
6.-padiglione-colombia-expo-2015La Colombia è stata per tutti una gran sorpresa con il risultato che è diventata la meta turistica più ambita per le prossime vacanze dei visitatori del sito. Paesaggi mozzafiato che spaziano dalle barriere coralline del mare caraibico alle nevi perenni delle cime più alte del mondo per comprendere tre cordigliere, due oceani, lussureggianti foreste tropicali, immense savane, la giungla, innumerevoli specie selvatiche, un’incredibile ricchezza biologica, 430 tipi di frutta: maracuja, more, lime, alchechengi, ananas, gulupa, lulo, mango, papaya, granadilla, guava, platano… Se vi è venuta voglia di un vitaminico fruit juice lo potete trovare al piano terra! Ma veniamo al piatto forte. In Colombia le stagioni non esistono: esistono cinque piani termici. Ovvero, data un’altitudine, il clima è sempre lo stesso, tutto l’anno. Questo significa che coltivare è sempre possibile ed è esattamente il messaggio che vuole essere trasmesso: utilizziamo solo il 31% di terra disponibile ma abbiamo 14 milioni di ettari fertili da condividere. Pertanto, potremmo diventare una vera e propria dispensa alimentare per il resto del pianeta. Quindi, al di là dei luoghi comuni che contraddistinguono la reputazione della nostra nazione, siamo intenzionati a incentivare l’ingresso di capitali che possano portare nuove tecnologie e know how in modo da sfruttare le potenzialità di un’economia che sta crescendo da anni e sta ottenendo sempre più fiducia dai mercati internazionali anche grazie a una situazione interna sempre più stabile. Inoltre: zero problemi idrici, un caffè che ha già ottenuto il marchio IGP ed esportazioni di fiori e banane fortissime. Una posizione particolare sulla linea equatoriale, insomma, che garantisce più di un vantaggio. Vediamo come orientarci all’interno di un concetto di clima diverso dal nostro. Caldo: da 0 a 1000 metri sopra il livello del mare con temperature superiori ai 24° C. Temperato-caldo: dai 1000 ai 2000 metri con temperature dai 17 ai 24° C. Temperato-freddo: dai 2000 ai 3000 metri con temperature dai 12 ai 17° C. Paramo: dai 3000 ai 4000 metri con temperature dai 6 ai 12° C. Neve perenne: dai 4000 ai 5700 metri con temperature inferiori ai 6° C. Peccato che non si possa sciare, altrimenti…

THAILANDIA – Capitale: Bangkok
20. logo-padiglione-thailandia-expo-2015La Thailandia, invece, potrebbe essere una delle mete più probabili per chi ha lavorato su Expo e non vede l’ora di partire. La sto desiderando da lontano da mesi e ho approfittato del sito per portarmi avanti sulle atmosfere di un paese ancora fondamentalmente agricolo con una cucina rinomata in tutto il mondo per la capacità di creare sapori armonici attraverso l’accostamento ardito ma ben bilanciato di profumi accesi, aspri, dolci e insieme speziati. Ma cosa si dice nel paese del sorriso che non è mera leggenda ma un vero e proprio modo di pensare nonché uno stile di vita frutto di una profonda serenità d’animo? Il padiglione è a forma di ngob, il tipico cappello da coltivatore di riso per ricordarne la saggezza. All’entrata di accoglie il naga, un serpente che di solito di trova all’ingresso dei tempi buddisti e che rappresenta fede, fertilità e rispetto per quei fiumi che consentono di portare il raccolto dai campi ai famosi mercati galleggianti. E dentro? Alcuni video consentono di viaggiare attraverso una terra incredibilmente prospera da cui provengono una serie di prodotti in larga parte destinati alle esportazioni internazionali: riso, mais, gamberi, molluschi, ananas, mango, papaya, pollame, manioca. Chi si aspettava di concludere il giro con un prelibato assaggio rimane deluso poiché l’ultima sala è dedicata a un supermercato del futuro con una serie di alimenti confezionati che si possono scaldare nel microonde anche in loco. Il motivo è presto detto: la Thailandia non è forte solo sul fresco ma spinge sempre più sui lavorati industriali, come l’ananas in scatola per capirci. L’orientamento a un’agricoltura e un allevamento rispettosi dell’ambiente così come al cibo di qualità, tuttavia, è molto diffuso. Re Bhumibol Adulyadej è fortemente sensibile al tema e ha personalmente finanziato oltre 4000 progetti nel corso dei suoi 60 anni di regno per migliorare il benessere del popolo e spingere uno sviluppo sostenibile. Sua Maestà è una figura luminosa e molto amata che ispira da sempre la nazione a rispettare le regole del dharma tra cui magnanimità, verità, mitezza, silenzio, forza, impegno, dedizione, bontà e umiltà. Ecco perché gli è stato dedicato un intero spazio alla fine del percorso, perché è un vero e proprio faro per il paese. Sapevatelo, come si suol dire, e prima di sbilanciarvi in commenti fuori luogo tenete presente che ledere la sua immagine, in Thailandia, è un reato punito con l’arresto. Usi e costumi. Arrivo!

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One comment

  1. Pingback: After Expo 2015, Dubai | slow town milano

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