Yoga, il sorriso del silenzio

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La disciplina dello yoga sta prendendo sempre più piede in occidente perché gli appuntamenti con questo ‘sport’ un po’ particolare portano da subito benefici percepibili sia sul piano fisico, sia sullo stato psicologico. La verità è che si tratta di un percorso spirituale indiano dalla storia millenaria che nasce per connettersi con la propria natura divina e ritrovare il piacere di essere ‘in’ pace. Si tratta di una pratica molto articolata di cui di solito si conosce solo l’applicazione più corporea ma che comprende oltre a numerose posture, note come asana, tecniche di respirazione, ripetizione di mantra, sequenze di gesti sino ad approdare a una meditazione profonda, vero obiettivo di tutti gli esercizi precedenti, che permette di varcare la soglia della realtà percepibile ed entrare nella dimensione trascendente anche perché durante il lavoro si sono andati a stimolare tutti i punti energetici che stanno sulla colonna vertebrale in modo da far salire le energie dal famoso primo chakra del coccige al misterioso ultimo chakra in mezzo alle sopracciglia, anche detto terzo occhio. Questo per dare un quadro più o meno generale di quella che è diventata una bellissima nuova abitudine per tanti di noi e tentare di spiegare anche solo vagamente quella magica sensazione di benessere che si prova a fine lezione. Si parte dunque banalmente dal livello fisico per poi spostarsi ‘dentro’ e ‘sopra’. La lunga serie di posizioni proposte mira a rafforzare il corpo, tonificare i muscoli, sciogliere le articolazioni e stabilizzare l’equilibrio ma il vero trucco sta nel respiro. IN: assorbo energia e la porto anche su organi che di norma non vengono sollecitati. ES: lascio andare le tensioni e le preoccupazioni. Mano a mano che si va avanti, un vigore misto rilassamento si fa sempre più spazio. Considerato che il respiro è influenzato dai nostri stati d’animo, diventa corto quando siamo stressati, è chiaro che può valere anche il contrario: una respirazione che parte dalla pancia per arrivare alle clavicole riesce a calmare la testa. Ed ecco emergere la leggendaria unione tra corpo e mente. Lavorando sull’involucro, riesco a modificare le emozioni. Aggiungendo a tutto questo la considerazione che la nostra percezione viene influenzata dai cinque sensi e che non sempre le impressioni sono complete, si può facilmente intuire perché quando si parla di yoga si parla anche di ritiro dalla materia e di rapporto silenzioso con il . Cosa succeda poi quando siamo riusciti ad assentarci dalla realtà per qualche istante e siamo riusciti a sentire la verità della nostra anima non è dato sapere. Ognuno ha il suo viaggio. Sicuramente continuare ad agitarci in preda a desideri o angosce non ci porta da nessuna parte. Le idee continueranno a perseguitarci caoticamente finendo per espropriarci dal potere di esserci qui e ora, l’unico momento in cui potremmo davvero agire affinché succeda ciò che dovrebbe più che quello che meglio si adatta ai nostri pregiudizi. In ogni caso, per riuscire a ‘stare’ immobili e raggiungere uno stato di almeno relativa quiete mentale, il corpo va allenato e la concentrazione va esercitata in modo da assistere all’andirivieni dei flussi generati dalla coscienza con indifferenza. Un’immersione liberatoria, dietro le quinte, che può trasfigurare la vita di ogni giorno, tanto per iniziare perché se ne esce tangibilmente migliorati: la schiena si riallinea, i movimenti diventano fluidi e ampi, il passo si fa leggero, il sistema nervoso si rafforza, la circolazione migliora, i tessuti sono più ossigenati, le tossine vengono espulse e la vitalità complessiva migliora. Intanto, l’ansia scompare, l’intelletto si affila, il panorama rischiara, il cuore si apre e l’autostima cresce. Si crea sintonia tra sé e il mondo. Ci si  arrende all’intuizione. La corrente scivola verso l’alto e non più verso il basso nel tentativo di ricongiungersi al principio originario. Chi l’ha detto che quello che crediamo di vedere non sia un’illusione? Non resta che provare. Non si può spiegare. Ed è vero. Ci ho provato ma la sottile gioia che mi pervade ogni volta che con disciplina riesco a migliorare un allineamento che mai avrei concepito di raggiungere è indescrivibile. Addio paura. Om. Shanti.

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